LE ATTIVITA' DEL SERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE
Le emergenze
E' fondamentale che la protezione civile sia una "macchina di
intervento in emergenza" bene organizzata, in grado di ridurre al
minimo il tempo che intercorre tra un evento calamitoso e i primi
soccorsi e interventi. A questo obiettivo sono dedicati il lavoro di
definizione dei "piani di emergenza", elaborati a livello
nazionale e locale; il continuo aggiornamento delle procedure di
emergenza, indispensabili per far sì che al momento del bisogno tutti
coloro che devono intervenire sappiano già cosa fare e come farlo; lo
scambio regolare di informazioni tra tutti i livelli del sistema; le
attività di formazione del personale e le esercitazioni di tutte le
componenti che intervengono nella protezione civile; il potenziamento
dei mezzi tecnici a disposizione.
Grazie a questo lavoro sistematico e all'iniziativa delle strutture
decentrate soprattutto a livello regionale, negli ultimi anni gli
interventi di protezione civile hanno visto i tempi medi del soccorso
ridursi notevolmente, fino a pochi minuti. Altrettanto è
considerevolmente aumentata la conoscenza delle azioni necessarie e la
capacità di operare per ridurre il danno alle persone, alle cose, al
patrimonio artistico e ai beni culturali e i tempi per il ripristino
delle normali condizioni di vita nelle zone disastrate.
Previsione
La storia delle grandi catastrofi che hanno colpito il
nostro Paese negli ultimi decenni ci ha insegnato che, per proteggere
con efficacia la vita dei cittadini e il patrimonio delle comunità, non
bisogna puntare solo su soccorsi tempestivi, ma occorre dedicare energie
e risorse importanti alla previsione e alla prevenzione delle calamità.
L'attività di previsione è assicurata da un sistema di reti che
collegano la protezione civile ai centri nazionali di ricerca
scientifica, a sistemi tecnologici di raccolta ed elaborazione di
informazioni sui diversi tipi di rischio e sulle condizioni che possono
aumentare le probabilità di pericolo per la collettività, a centri di
elaborazione delle informazioni in grado di segnalare con il massimo
anticipo possibile le probabilità che si verifichino eventi
catastrofici.
Questo insieme di attività tecnico-scientifiche, che vanno dalla
raccolta di informazioni sul territorio alla loro elaborazione, fino
alla interpretazione dei dati raccolti in base a modelli e simulazioni
di eventi, mette in condizione la protezione civile, ai vari livelli, di
valutare le situazioni di possibile rischio, allertare il sistema di
intervento con il massimo anticipo utile, ma anche di fornire alle
autorità preposte gli elementi necessari a prendere decisioni ragionate
e tempestive.
E' questo il lavoro continuo, poco visibile, ma di fondamentale
importanza, dei nuclei di previsione della protezione civile, che si sta
trasformando in una rete di "Centri funzionali" organizzati a
livello nazionale e regionale. Attraverso la conoscenza precisa e
puntuale del territorio e dei possibili fenomeni all'origine delle
catastrofi, l'utilizzo di reti tecnologicamente avanzati, come le reti
radar per le previsioni metereologiche, la rete nazionale dei
sismografi, i sofisticati sistemi di monitoraggio dell'attività dei
vulcani, e delle migliori competenze scientifiche e professionali
disponibili mette la protezione civile italiana in condizione di
intervenire con allerta tempestivi e, quando possibile, con misure
preventive come l'evacuazione delle aree a rischio. Grazie proprio
all'evacuazione preventiva delle aree a rischio la recente inondazione
che ha colpito il Piemonte nel 2002 non ha provocato vittime, mentre un
analogo evento verificatosi solo due anni prima si era rivelato fatale
per decine di persone.
Prevenzione
La conoscenza del territorio e delle soglie di pericolo
per i vari rischi costituisce la base, oltre che per le attività di
previsione necessarie a rendere efficiente la macchina dei soccorsi,
anche per individuare gli indirizzi e le linee dei vari tipi di
interventi di prevenzione possibili.
E' compito della protezione civile individuare e segnalare alle autorità
competenti gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la
probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno a limitare
il possibile danno. In questo contesto si inquadra la recente revisione
della carta sismica nazionale. Come è noto, la scienza non è in grado,
ad oggi, di prevedere il verificarsi di un terremoto.
Tuttavia sono disponibili informazioni rigorose e scientificamente
verificate sulla diversa esposizione al rischio sismico delle aree del
territorio nazionale, che permettono di individuare in quali comuni sia
necessario ricorrere a tecniche edilizie idonee ad aumentare la
resistenza dei manufatti in caso di terremoto, in modo da ridurre i
crolli e soprattutto il numero delle possibili vittime.
Oltre al rischio sismico, il sistema della protezione civile tiene sotto
controllo in modo sempre più accurato i vari tipi di rischi
idrogeologici, la mappa delle aree più soggette agli incendi boschivi,
le aree dove più probabili sono i rischi legati all'alto livello di
industrializzazione.
Cos’è la Protezione Civile
La Protezione Civile è un insieme di servizi, forniti da Organi Istituzionali ( Stato, Regioni, Province, Comuni ) e Strutture Operative: prima fra tutte il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco inoltre le Forze Armate, le Forze di Polizia, la C. R. I., il Servizio Sanitario Nazionale, Gruppi di ricerca, Gruppi di Volontariato e quelli del Soccorso Alpino; questi servizi sono finalizzati alla gestione dell’emergenza. La Protezione Civile interviene, quando sono coinvolti beni, persone o centri abitati ( alluvioni, frane, terremoti, trombe d’aria ecc.).
La Protezione Civile non è una struttura di soccorso, come i Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, C.R.I. ecc. ma una struttura di coordinamento di 2° livello per questo non viene attivata dal cittadino ma solamente da organi istituzionali.
In caso di un evento calamitoso la Protezione Civile interviene immediatamente coordinando tramite gli Organi Periferici dello Stato, ognuno per le proprie competenze, tutte le attività di soccorso effettuate sia dalle varie strutture operative sia dai gruppi di Volontariato
Gli Incendi Boschivi
Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d'Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un'immensa ricchezza per l'ambiente e l'economia, per l'equilibrio del territorio, per la conservazione delle biodiversità e del paesaggio. Tuttavia ogni anno assistiamo all'incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovute a cause dolose, legate alla speculazione edilizia, o all'incuria od alla disattenzione dell'uomo. Oggi, per effetto di una decisa campagna di sensibilizzazione e grazie ad una migliore organizzazione del complesso apparato antincendio delle Regioni e dello Stato, il rischio, pur sempre alto, sembra in leggera diminuzione: si è passati dagli oltre 190.000 ettari bruciata del 1985 ai circa 76.000 del 2001.
In Italia i boschi ricoprono oltre 9.800.000 ettari del territorio pari a circa il 32% dell'intera superficie nazionale. Negli ultimi 20 anni gli incendi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di bosco (oltre la superficie dell'Abruzzo).
Per limitare gli incendi boschivi è necessaria una prevenzione che va fatta rispettando poche regole ed alcune semplici norme di comportamento. E' buona norma, quando si fanno gite fuori città, non accendere fuochi fuori dalle aree attrezzate; non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi: quando si viaggia in auto od in treno, gettare i rifiuti negli appositi cassonetti; non parcheggiare auto in zone ricoperte di erba secca: il calore della marmitta potrebbe incendiarle.
In caso di incendio conclamato o principio di incendio: non bloccare le strade e fermarsi a guardare le fiamme. L'incendio non è uno spettacolo e potresti intralciare l'intervento dei soccorritori. Chiama subito il 115 (pompieri) o il 1515 (Corpo Forestale dello Stato), senza dare per scontato che qualcuno l'abbia già fatto.
Nella lotta agli incendi boschivi, riveste grande importanza oltre la prevenzione anche la previsione, per questo il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato alle regioni le linee guida per l'attuazione dei piani regionali antincendio boschivo. questi piani, aggiornati ogni 3 anni ed elaborati su base provinciale, portano alla realizzazione della cosiddetta carta del rischio: su di essa vengono indicati i boschi da difendere e viene segnalata la presenza di eventuali acquedotti, bacini o serbatoi d'acqua, piazzole per elicotteri, piste forestali percorribili da fuoristrada e così via.
Purtroppo nonostante la previsione e la prevenzione numerosi incendi continuano bruciare i nostri boschi e potremmo esserne coinvolti.
Cosa fare in caso di incendio di un bosco
Se è un principio di incendio, tentare di spegnerlo, solo se si è certi di una via di fuga, tenendo alle spalle il vento e battendo le fiamme con un ramo verde fino a soffocarle
Non sostare nei luoghi soprastanti l'incendio o in zone verso le quali soffia il vento.
Non attraversate la strada invasa dal fumo o dalle fiamme.
Non parcheggiate lungo le strade. l'incendio non è uno spettacolo.
La strada è chiusa? Non accodatevi e tornate indietro.
Permettete l'intervento dei mezzi di soccorso, liberando le strade e non ingombratele con le vostre autovetture.
Indicate alle squadre antincendio le strade o i sentieri che conoscete.
Mettete a disposizione riserve d'acqua ed altre attrezzature.
se siete circondati dal fuoco
Cercate una via di fuga: una strada od un corso d'acqua.
Per passare dalla parte già bruciata attraversate il fronte del fuoco dove è meno intenso.
Stendetevi a terra dove non c'è vegetazione incendiabile. Cospargetevi d'acqua o copritevi di terra. preparatevi all'arrivo del fumo respirando con un panno bagnato sulla bocca.
In spiaggia raggruppatevi sull'arenile ed immergetevi in acqua. Non tentare di recuperare auto, moto, tende o quanto vi avete lasciato dentro. La vita vale più di uno stereo, di uno zainetto o di un cellulare.
Non abbandonate la casa se non prima di essere certi che la via di fuga sia aperta. Segnalate la vostra presenza.
Sigillate (con carta adesiva o panni bagnati) porte e finestre. Il fuoco oltrepasserà la casa prima che all'interno penetri il fumo o le fiamme.
Non abbandonate l'auto. chiudete i finestrini ed il sistema di ventilazione. Segnalate la vostra presenza con fari e clacson.
Cosa fare in caso di inondazione
se siete in casa e vi accorgete in tempo dell'inondazione
chiudete il gas e l'impianto elettrico.
evitate comunque di venire a contatto con la corrente elettrica con mani e piedi bagnati.
Interrompete se possibile l'erogazione dell'impianto di riscaldamento a gasolio, per evitare la fuoriuscita del combustibile.
allontanatevi in fretta verso luoghi sicuri: se siete vicini a colline o montagne e la via è libera dall'acqua, raggiungetele.
se l'alluvione vi ha sorpreso all'interno della casa e non potete uscire, salite ai piani superiori o addirittura sul tetto. Non tentate di arginare piccole falle: masse d'acqua maggiori potrebbero sopraggiungere all'improvviso e con grande forza.
se siete in automobile e l'acqua ha già invaso la sede stradale
moderate la velocità per non perdere il contatto del mezzo, non fermatevi si rischierebbe di non riuscire a ripartire
se l'auto è travolta dall'acqua e cade in un fiume o altro: chiudete i finestrini, aspettate che l'auto sia completamente sommersa; non tentate di aprire le portiere, ma abbassate lentamente i finestrini; uscite solo quando l'abitacolo è pieno d'acqua
Cosa fare in caso di frana
Se siete in casa e vi accorgete per tempo del fenomeno franoso, uscite e raggiungete un luogo sicuro. Ovunque voi siate, in casa o all'aperto, non inoltratevi nell'area colpita, perchè muri, travi, tralicci ancora in piedi potrebbero crollarvi addosso.
se la frana vi ha colto all'improvviso e siete rimasti illesi, cercate di mantenere la calma e non utilizzate fiamme libere: potrebbero esserci fughe di gas.
Non gridare: potrebbe bastare un grido a compromettere equilibri precari.
Cosa fare in caso di valanga
Cercate di mantenere uno spazio libero davanti al viso ed al petto.
Muovete braccia e gambe come per nuotare per cercare di avvicinarvi al margine della valanga e rimanere in superficie.
se perdete la percezione dello spazio, con la saliva potrete determinare in quale posizione vi trovate. Se la saliva va verso il naso voi siete a testa in giù.
Cosa fare in caso di valanga
Cercate di mantenere uno spazio libero davanti al viso ed al petto.
Muovete braccia e gambe come per nuotare per cercare di avvicinarvi al margine della valanga e rimanere in superficie.
se perdete la percezione dello spazio, con la saliva potrete determinare in quale posizione vi trovate. Se la saliva va verso il naso voi siete a testa in giù.
Cosa fare in caso di disastro industriale
Seguire gli ordini impartiti dalle Autorità.
Rimanete possibilmente in casa.
Proteggete il naso e la bocca con un panno possibilmente bagnato.
in caso di rovesciamento di autocisterna su strada, non fermatevi e non rallentate, solo per curiosità, per non creare intasamento o esporvi a situazioni di pericolo.
Se l'Autorità non è sul posto, contattatela al più presto
Scala Mercalli
| 1 | strumentale | Sisma molto lieve percepito solo dai sismografi |
| 2 | leggerissima | Percepito eccezionalmente dall'uomo |
| 3 | leggera | Percepita da pochi |
| 4 | mediocre | Oscillazione degli oggetti appesi, avvertita da persone ferme |
| 5 | forte | Avvertita da persone anche in movimento |
| 6 | molto forte | Avvertita da tutti,lesioni ad alcuni immobili |
| 7 | fortissima | Gravi lesioni agli edifici |
| 8 | rovinosa | Crollo parziale di edifici |
| 9 | disastrosa | Distruzione di edifici e poche vittime |
| 10 | distruttrice | Distruzione di numerosi edifici, molte vittime, spaccature nel suolo |
| 11 |
catastrofica |
Distruzione agglomerati urbani, comparsa di voragini
Distruzione di agglomerati urbani, voragini al suolo
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| 12 | ultra catastrofica | Distruzione totale, sconvolgimento del suolo |
Scala Richter
| 0 | Sisma molto lieve | ||||
| 2,53 | Scossa percepita solo nelle immediate vicinanze dell'epicentro | ||||
| 4 - 5 | Causa danni localmente | ||||
| 5 | L'energia sprigionata è pari a quella della bomba atomica di Hiroshima del 1945 | ||||
| 6 | La distruzione avviene in un'area di 10Km di raggio | ||||
| 7 | La distruzione avviene in un'area di oltre 30Km di raggio | ||||
| 7 - 8 | Distruttività pari al terremoto di san Francisco del 1906 | ||||
| 8,4 | Prossimità al massimo noto di energia sprigionata pari a 2 x 1.025 erg. | ||||
| 8,6 | Massimo valore di magnitudo fin'ora noto, osservato tra il 1900 ed il 1950: l'energia prodotta è di tre milioni di volte superiore a quella della bomba di Hiroshima del 1945 | ||||
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