Processionaria

La lotta contro la processionaria del pino è obbligatoria ai sensi del     DECRETO 17 aprile 1998

 

PROCESSIONARIA DEL PINO

(Thaumetopoea pityocampa)

La processionaria in vivaio risulta pericolosa quasi esclusivamente sui pini, anche se in natura può provocare danni su Cedrus, Picea abies e Pseudotsuga menziesii. Nel corso di un anno sviluppa una sola generazione con comparsa degli adulti (farfalle) nei mesi di Luglio-Agosto e nascita delle larve in Settembre. Queste al sopraggiungere dell’inverno costruiscono un voluminoso nido sericeo dove si riparano dai freddi invernali. All’inizio della primavera abbandonano la pianta e scendono in processione a terra, dove, ad una profondità di 5-20 cm, completano il loro sviluppo. Le forti defogliazioni prodotte dalle larve indeboliscono notevolmente la pianta.

DIFESA

Per il contenimento di questo lepidottero si sono sviluppate diverse forme di lotta.

• Lotta meccanica: si effettua tramite l’asportazione dei nidi; non sempre è di facile realizzazione.

• Lotta “balistica”: consiste nello sparare con un fucile sui nidi al fine di distruggerli; perché sia efficace deve essere effettuata in pieno inverno (Dicembre) utilizzando normali cartucce.

• Lotta microbiologica. Si basa sull’impiego di insetticidi biologici a base di Bacillus thuringiensis. Questo batterio ha evidenziato un’ottima azione di controllo nei confronti della processionaria del pino. Deve essere impiegato prima della costruzione dei nidi invernali con periodo ottimale per le nostre zone nel mese di Settembre-inizio Ottobre; per posizionare il trattamento con precisione si può fare ricorso a trappole a ferormoni. Al primo trattamento è opportuno farne seguire un secondo distanziato di 10-15 giorni. Nell’usare questi prodotti è necessario seguire scrupolosamente le indicazioni riportate in confezione.

Lotta chimica. Si possono usare insetticidi chimici a base di diflubenzuron, o un estere fosforico o un piretroide, effettuando il trattamento secondo le indicazioni riportate per l’uso dell’insetticida biologico. da LE PRINCIPALI AVVERSITA’ PARASSITARIE DELLE PIANTE ORNAMENTALI DEI VIVAI PISTOIESI a cura del Dr. Giovanni Vettori  Pistoia 1993

per saperne di più

il bruco di processionaria può provocare gravi reazioni allergiche e infiammatorie nell’uomo (irritazioni cutanee e oculari, eritemi alle mucose e alle vie
respiratorie, attacchi d’asma) e che tali manifestazioni possono verificarsi anche senza il contatto con il corpo dell’insetto (i peli urticanti possono staccarsi ed essere trasportati dal vento)
- il lepidottero causa gravi defogliazioni, fino a indebolire la pianta, poiché ghiotto degli aghi dei pini e dei cedri
- quando la temperatura diventa più mite le larve compiono l’ultima muta e si preparano a cercare un luogo dove incrisalidirsi dando origine alle tipiche processioni
- risulta opportuno intervenire con l’asportazione e l’immediata distruzione delle tele

 

LOTTA BALISTICA ALLA PROCESSIONARIA  (studio Balistico Lopez)

La Processionaria che cos’è: è un insetto Lepidottero defogliatore – Thaumatopoea pityocampa – che causa imponenti disseccamenti a carico principalmente del Pino nero (Pinus nigra), del Pino silvestre, del Pino marittimo, del Cedro, di alcune Querce a foglia caudica ed occasionalmente attacca Noccioli, Castagni, Faggi e Larici.

Nido di processionaria con larve

Le Norme:      Allo stato attuale è vigente solo il Decreto Ministeriale del 17 aprile del 1998 che impone la lotta obbligatoria alla Processionaria del Pino.

Il pericolo per le persone: La presenza di questo insetto è pericolosa, in particolare per l’uomo. Il corpo delle larve è ricoperto da una folta peluria costituita da peli urticanti che provocano irritazioni cutanee fastidiose e in casi più rari irritazioni oculari e alle vie respiratorie.  continua

 

                              regione Lombardia Programma delle Attività di Ricerca, Monitoraggio e Controllo fitosanitario per l’anno 2002  Pagina 35 di 47

5.10. Processionaria del pino

Inquadramento generale

La processionaria del pino Traumatocampa pityocampa (Denis & Schiffermüller), in Lombardia colpisce soprattutto il Pino silvestre (Pinus sylvestris) e il Pino nero, anche se si rinviene su altre conifere forestali (Pino, Larice) e ornamentali (Cedri). Le uova schiudono tra la fine di luglio e la prima metà di agosto in funzione dell’andamento termico; le larve neonate iniziano a rodere il margine degli aghi al di sotto dell’ovatura rimanendo aggregate e formano intorno allefoglie una sottile ragnatela di fili sericei bianchi nella quale restano impigliati i numerosi escrementi. In ottobre, dopo la terza muta, si costruiscono un voluminoso nido all’interno del quale trovano protezione per trascorrere l’inverno. Ogni pianta può ospitare nidi in numero e dimensioni molto variabili. In primavera dopo aver concluso il quinto e ultimo stadio di sviluppo le larve abbandonano definitivamente i nidi e scendono al suolo in processione per interrarsi nei luoghi piùsoleggiati e caldi fino a 20 cm di profondità.

 Disposizioni normative

Ministero per le Politiche agricole. Decreto 17 aprile 1998. Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria del pino “Traumatocampa pityocampa” (G.U. n° 125 del 01/06/98).

Diffusione

Tutta Italia, Sardegna esclusa.

 Rischio fitosanitario/Impatto economico

Le larve producono defogliazioni più o meno vistose, in seguito alle quali le piante possono indebolirsi, divenendo più suscettibili agli attacchi di fitopatie o di altri insetti. I peli urticanti, di cui sono provviste le larve a partire dal loro terzo stadio di sviluppo, possono provocare reazioni allergiche, con sintomi a carico della cute, degli occhi o del sistema respiratorio, causando problemi di ordine sanitario. L'impatto economico, limitato per quanto riguarda i rischi sul popolamento arboreo è invece rilevante per quanto riguarda le limitazioni l'impatto alla fruizione ricreativa dei boschi determinati dalla presenza delle larve.

Obiettivi e strategie di controllo fitosanitario

La specie è controllata in natura da numerosi antagonisti, tra i quali diversi predatori e parassitoidi ed altri agenti biotici, batteri e virus. In popolamenti artificiali, parchi e giardini le larve possono provocare danni significativi ed arrecare notevole disturbo alle persone, circostanze queste che determinano la necessità di ricorrere ad idonei interventi di controllo. Quando possibile si può procedere alla raccolta e distruzione dei nidi invernali. Nelle situazioni dove è possibile intervenire con trattamenti diretti contro le larve, si possono utilizzare formulati a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, da distribuire a partire dalla fine di agosto, primi di settembre.

Programma delle attività di monitoraggio e controllo

Programma delle Attività di Ricerca, Monitoraggio e Controllo fitosanitario per l’anno 2002

Si prevede di proseguire il monitoraggio, svolto in collaborazione con ERSAF (ex Azienda Regionale delle Foreste), sulla diffusione del lepidottero, in applicazione al d.m. 17.04.1998 di lotta obbligatoria che dispone l’effettuazione di accertamenti a cadenza annuale per l’individuazionedelle zone a rischio per le piante, gli animali e le persone.

Materiali e metodi

Monitoraggio, con turni di 10 giorni, di 260 trappole a feromone distribuite presso le stazioni forestali distribuite sul territorio regionale con le seguenti specifiche:

Valli bergamasche (BG) 30 trappole

Prealpi varesine e comasche (VA - CO - LC) 98 trappole

Alto Garda bresciano (BS) 20 trappole

Oltrepò pavese (PV) 32 trappole

Valtellina - Val Chiavenna (SO) 80 trappole

Totale 260 trappole

Collaborazioni esterne

Il monitoraggio viene realizzato da personale dell'ex Azienda regionale delle foreste (oggi ERSAF).

Iniziative di informazione e formazione

Nel corso dell’anno si procederà all’aggiornamento della specifica scheda tecnica con la mappa della distribuzione territoriale della processionaria in collaborazione con ERSAF.